LA VILLA

Costruita nella prima metà del 1800, Villa Simeom gode di oltre sette ettari di parco e seicento metri quadri di sale d’epoca originali, oggi dedicati alla promozione di eventi culturali, matrimoni, concerti, eventi aziendali e feste private.

Villa Simeom dispone di un ampio parcheggio interno alla proprietà, la location è disponibile tutto l’anno e offre la possibilità di organizzare sia eventi estivi, sia eventi invernali, garantendo una capienza di circa 140 persone internamente e oltre 300 all’esterno.

Residenza per generazioni della Famiglia Simeom, qui vennero raccolte e archiviate le più importanti testimonianze della storia subalpina racchiuse nell’omonima collezione, nata dalla passione e dalla paziente dedizione del collezionista Silvio Simeom, oggi conservata e consultabile presso l’archivio storico del Comune di Torino.

Oggi Villa Simeom appare un come luogo magico dove il tempo sembra essersi fermato, questo grazie all’autenticità degli arredi, degli affreschi, dei dipinti e di ogni dettaglio che al suo interno la caratterizza.

LE ORIGINI

Villa Simeom mantiene il nome originale ritrovato sulle antiche carte militari del territorio Chierese, risalenti alla prima metà del 1800. Il nome risale alla famiglia Simeom, importante casato attestatosi a Chieri e dintorni fin dal secolo XIII.

Numerosi furono i membri rilevanti della famiglia, tuttavia furono gli ultimi in ordine cronologico a distinguersi maggiormente coltivando spiccati interessi politici e culturali.
Alessandro Simeom, figlio di Giovanni Antonio, fu sindaco di Andezeno nel 1890-91. Ebbe quattro figli, tra i quali si distinsero in due, Silvio e Giacinto.

Silvio Simeom (1884-1948), sindaco del Comune di Andezeno dal 1946 al 1948, fu appassionato collezionista di opere d’arte, libri e documenti, ritrovati ed acquisiti grazie all’amicizia con il bibliofilo torinese Vincenzo Armando (1858-1928). Quest’ultimo, bibliotecario del Duca di Genova e successivamente della biblioteca dell’Accademia delle Scienze di Torino, raccolse centinaia di documenti e libri, che alla sua morte la sorella Candida cedette a Silvio Simeom. Tale collezione, di indubbio valore storico-documentario, venne così ridenominata “Raccolta Torinese Armando-Simeom” e custodita e arricchita per anni all’interno della Villa.

Giacinto Simeom (1882-1970), si occupò della gestione delle proprietà di famiglia, tra le quali Villa Simeom. Alla sua morte, la collezione del fratello, ereditata da Enrico De la Forest de Divonne, nel 1972 fu alienata al Comune di Torino, in persona del sindaco Diego Novelli, benemerito per averne inteso il rilievo culturale. La pregevolissima raccolta si conserva nell’archivio storico comunale, debitamente inventariata dagli archivisti Rosanna Roccia e da Giuseppe Bocchino.

Villa Simeom fu edificata da Alessandro Simeom nel 1830: il capomastro Oggenda eseguì, con alcune modifiche, il disegno di un ignoto architetto piemontese.

Nel 1860 fu restaurata da Giacinto, nonno omonimo del personaggio sopra citato.

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